Genova lancia il nuovo Centro per le Famiglie: più servizi, ascolto e aiuti concreti dalla nascita all’età anziana

La giunta approva le linee guida del nuovo spazio pubblico voluto dal Comune: dentro ci saranno sostegno alla genitorialità, orientamento, educazione, affido familiare, salute, prevenzione e reti di quartiere


Genova prova a ridisegnare il proprio welfare di prossimità partendo dalle famiglie e lo fa con un nuovo tassello che punta a diventare un riferimento stabile sul territorio. La giunta comunale ha infatti approvato, su proposta dell’assessora al sociale Cristina Lodi, le linee guida per la costituzione del nuovo Centro per le Famiglie del Comune di Genova, un progetto che nelle intenzioni dell’amministrazione dovrà tenere insieme ascolto, orientamento, accompagnamento e connessione tra servizi in tutte le fasi della vita familiare, dalla nascita dei figli fino ai temi dell’invecchiamento attivo.

L’idea di fondo è quella di costruire non un semplice sportello, ma un presidio pubblico continuativo capace di intercettare bisogni diversi, mettere in relazione le reti già esistenti e rafforzare il ruolo delle famiglie nella vita della comunità. «La nostra società sta attraversando un profondo processo di transizione demografica, socio-economica e sociale – dichiara l’assessora al sociale Cristina Lodi – In questo scenario, il Comune vuole rafforzare le politiche di prossimità e di sostegno alle famiglie. Il Centro per le Famiglie sarà un punto di riferimento pubblico, stabile e continuativo per l’ascolto, l’orientamento e l’accompagnamento nelle diverse fasi della vita, valorizzando le reti del territorio e il ruolo attivo delle famiglie nella comunità».
Il percorso era partito già lo scorso dicembre, quando il Comune aveva avviato la costruzione di questo nuovo servizio di prossimità pensato per accompagnare, orientare e sostenere le famiglie, ma anche per rafforzare i legami sociali nei quartieri e favorire una partecipazione più diretta alla vita cittadina. Adesso, con l’approvazione delle linee guida, il progetto prende una forma più definita e si inserisce dentro una strategia più ampia che punta a integrare servizi sociali, sanitari, educativi e realtà del Terzo settore.
Dentro questo nuovo contenitore troveranno spazio e maggiore coordinamento diverse iniziative già attive o in via di consolidamento. Tra queste ci sono il Baby Kit, pensato come misura di accoglienza e sostegno alle neo-famiglie, e i Baby Pit Stop, gli spazi dedicati all’allattamento e alla cura del neonato con cui il Comune vuole rendere Genova più accogliente e davvero “a misura di bambino”. A questi si aggiungono le azioni dedicate ai primi mille giorni di vita, con attività di informazione, orientamento e accompagnamento alla genitorialità, e i percorsi di “Crescere insieme”, nati per promuovere comunità educanti, reti di supporto e occasioni di confronto tra famiglie e servizi.
Una parte importante del lavoro del nuovo Centro riguarderà anche la prevenzione e il sostegno educativo, con iniziative che coinvolgeranno scuole e altre agenzie del territorio su temi molto concreti e attuali come il contrasto alla dispersione scolastica, l’uso consapevole dei social network, la prevenzione del bullismo, del cyberbullismo e del body shaming. In questo senso il Centro per le Famiglie si candida a diventare anche un luogo di lettura anticipata dei disagi e di attivazione di strumenti di supporto prima che le situazioni diventino più complesse.
Il nuovo servizio, nelle intenzioni del Comune, dovrà però essere anche una piattaforma di opportunità pratiche e accessibili. Nel perimetro del Centro rientreranno infatti strumenti e progetti già esistenti come l’app di teleconsulto e videoconsulto delle farmacie comunali, Familink, i percorsi di educazione finanziaria, i gruppi per neo-genitori “Parliamone mamma e papà”, le attività di “Nati per leggere” in collaborazione con la rete dell’invecchiamento attivo e i programmi dedicati ai sani stili di vita. Accanto a questo, è prevista un’attenzione specifica per la promozione dell’affido familiare e per il ruolo del Centro come luogo di raccordo dei progetti di comunità presenti nei quartieri.
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è proprio quello della rete. Il Comune mette nero su bianco la volontà di far crescere il Centro per le Famiglie attraverso il contributo di ordini professionali, associazioni, pediatri di libera scelta, sponsor e soggetti del territorio che vorranno partecipare. Tra le collaborazioni indicate figurano anche Aci, Banco Popolare di Milano, Centro Gioco Educativo, Chicco, Coop Liguria, Dm Drogherie Markt Italia, Federfarma, Alessandro Fiori e Mr House, Centro Pedagogico Il Cucciolo, Helan, Iperbimbo, Piumè, Vitamed e la collaborazione rinnovata con la Banca del latte umano donato del Gaslini. L’obiettivo dichiarato è costruire uno spazio non chiuso in sé stesso, ma aperto e capace di mettere in circolo competenze, risorse e opportunità a favore della città.
Il progetto si inserisce anche nel quadro degli indirizzi nazionali delle politiche di sostegno alle famiglie, che per i prossimi anni fissano obiettivi molto ambiziosi. Tra i temi su cui si concentreranno gli interventi ci sono il sostegno agli “adulti in crescita”, cioè ai percorsi verso l’autonomia e la vita adulta, il supporto alla generatività e alla genitorialità, la gestione delle dinamiche familiari con attenzione alla stabilità delle relazioni, alla gestione dei conflitti e alla conciliazione tra tempi di vita e lavoro, fino alla valorizzazione della componente anziana delle famiglie attraverso l’invecchiamento attivo e il dialogo tra generazioni.
La sfida, ora, sarà trasformare le linee guida in un servizio davvero riconoscibile, accessibile e utile nella vita quotidiana delle persone. Perché se il bisogno di sostegno alle famiglie è evidente, altrettanto evidente è la necessità che questi strumenti non restino sulla carta o dispersi tra uffici e progetti separati. Il nuovo Centro per le Famiglie nasce proprio con questa ambizione: mettere ordine, creare prossimità e dare un volto concreto a un welfare che non intervenga soltanto nelle emergenze, ma sappia accompagnare le persone nel tempo, nei passaggi più delicati della crescita dei figli, nelle difficoltà educative, nelle fragilità economiche e nei bisogni che cambiano con l’età. Per il Comune, insomma, è il tentativo di costruire una cabina di regia sociale più vicina ai quartieri e più leggibile per chi cerca aiuto, informazioni o semplicemente un punto di riferimento.
In copertina: immagine prodotta con l’Ai
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